Il GDPR non ucciderà il marketing

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Partiamo con una buona notizia: il GDPR non determinerà la fine del marketing data-driven, cioè del marketing basato sui dati.

Anzi, aiuterà le aziende ad essere più efficaci, visto che avranno sempre di più a che fare con persone che hanno acconsentito alla condivisione dei loro dati personali.

La relazione di fiducia inizia nel momento in cui un individuo capisce perché sta dicendo sì alle “comunicazioni di natura promozionale” e soprattutto quali benefici potrà trarre da questo scambio di messaggi.

Tuttavia, le nuove regole del GDPR limiteranno la quantità di dati che i marketer possono raccogliere sui cittadini europei, ora che gli Interessati hanno molto più controllo su quali (loro) dati possono entrare in possesso delle aziende.

I marketer dovranno implementare nuovi processi e tecnologie quando lavorano con le informazioni dei clienti.

Ecco alcuni aspetti chiave su cui riflettere:

Il doppio opt-in

Secondo la maggior parte degli esperti di GDPR, la politica raccomandata per le comunicazioni di marketing dovrebbe avvenire attraverso quello che viene chiamato “double opt-in“.

Per impostazione predefinita, l’individuo non deve ricevere comunicazioni di marketing. Dovrebbe innanzitutto fornire un espresso interesse alla loro ricezione; qui avviene il primo “opt-in”, che può essere fatto ad esempio tramite un modulo o form web in cui si dichiara esplicitamente che si sta optando per l’adesione.

Una volta ricevuta la prima richiesta di opt-in, l’azienda dovrebbe inviare una comunicazione di follow-up per confermare l’attivazione; è qui che l’opt-in raddoppia.

Fino alla ricezione della conferma definitiva, i dati personali non possono essere utilizzati per alcuna comunicazione di marketing.

Una cosa da non dimenticare è l’archiviazione, nel sistema di utilizzo, dei dettagli sull’opt-in, in modo che vi siano prove relative al questo tipo di consenso.

(Nota – L’opt-in è diverso dal consenso al trattamento. Quando viene dato il consenso significa che si ha il permesso di archiviare o elaborare i dati per gli scopi forniti nella propria privacy policy. L’opt-in invece significa che si ha il permesso di inviare comunicazioni di marketing. Il consumatore infatti può aver dato il consenso a memorizzare ed elaborare i dati, ma non all’opt-in per le comunicazioni promozionali).

Trasparenza is the key

Il GDPR richiede ai marketer di essere il più trasparenti possibile con i dati dei propri clienti. È necessario dimostrare che le informazioni di una persona vengono trattate con rispetto e conservate in modo sicuro. Inoltre, bisognerebbe dimostrare perché vengono raccolti i dati, tenendo in considerazione che è bene richiedere il consenso solo sulle informazioni di cui si ha realmente bisogno.

In poche parole: comunicare ai propri clienti cosa si intende fare con i loro dati e perché (vedi l’articolo 13 del GDPR per maggiori dettagli). Alcuni motivi validi per tenere i dati personali possono essere ad esempio aiutare i clienti a trovare ciò che stanno cercando, fare raccomandazioni migliori, notificare questioni importanti (come pagamenti dovuti o aggiornamenti software).

Inoltre, bisogna sempre chiedersi: tutti questi dati sono necessari, o stiamo cadendo nella trappola del “più è, meglio è”? Per i marketer B2B, il nome completo, l’indirizzo e-mail e il nome della propria azienda in genere sono sufficienti come informazioni da raccogliere a scopi di marketing.

Ora il potere è nelle mani del cliente (come dovrebbe essere)

Con tutti i cambiamenti e le modifiche che hanno preso vita con il GDPR, è facile dimenticarsi che lo scopo del Regolamento è proteggere e responsabilizzare le persone. Il GDPR offre agli Interessati un maggiore controllo sul modo in cui i loro dati vengono raccolti e utilizzati, inclusa la possibilità di accedervi o richiederne la rimozione.

Il diritto alla cancellazione (o diritto all’oblio) è uno degli aspetti più discussi del GDPR. Dà alle persone il diritto di rimuovere tutti i loro dati personali. Come marketer, sarà tua responsabilità assicurarti che i tuoi utenti possano accedere facilmente ai loro dati e rimuovere il consenso per il loro utilizzo se è loro desiderio.

Pensateci bene: la maggior parte delle richieste di cancellazione arriverà dopo una spiacevole esperienza con l’azienda. Quindi, fornire un’ottima esperienza al cliente è tanto importante quanto mettere in atto i meccanismi di cancellazione.

Il GDPR sta costringendo le aziende a diventare più creative e più orientate ai dettagli nel modo in cui interagiscono con i clienti.

Ancora una volta, questa non è necessariamente una brutta cosa.

Certo, può essere un po’ destabilizzante cambiare il modo standard di fare le cose, ma tutto ciò che dà potere ai clienti e aiuta le aziende a definire meglio il loro pubblico è sempre una cosa positiva.

 

Forse non tutti i marketer lo sanno ma il CRM è un loro grande alleato, non solo nelle attività di ogni giorno, ma anche nei processi di adeguamento al GDPR.

Infatti, un buon CRM può fare la differenza.

Se ti occupi di marketing e sei curioso di sapere in che modo il CRM ti aiuta a lavorare meglio, oppure vuoi approfondire come ti può aiutare nell’adeguamento al GDPR, l’unica cosa da fare è cliccare in questo link e chiamarci / mandarci una mail / chattare con noi / fissare una call o passare a trovarci.

In qualsiasi caso, saremo felici di fare una chiaccherata con te 🙂


Fonte articolo: https://www.sugarcrm.com/blog/2018/03/01/understanding-gdpr-requirements-marketing-communications/



QUALCHE RISORSA UTILE:

Testo del Regolamento completo

Pagina del Garante Privacy

Disclaimer: Il contenuto di questo post vuole creare consapevolezza su determinati aspetti del GDPR. Non è offerto come consulenza legale su questioni specifiche e non deve essere considerato in quanto tale.

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