GDPR: diamo i numeri

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It’s the final countdown

Ok, ok, gli Europe non parlavano di GDPR, ma possiamo prendere in prestito questa celebre citazione musicale: siamo giunti a questo fatidico 25 maggio.

Sì, lo sappiamo, domani non ci sarà alcun finale apocalittico, questo ce l’ha confermato anche il nostro DPO.

Ma è anche vero che, volenti o nolenti, ormai a questo GDPR dobbiamo essere preparati.

Le aziende però non sono pronte.

Più dell’80% delle imprese in Europa e negli Stati Uniti non è preparato all’inizio operatività del Regolamento Europeo 2016/679 e una società su quattro non avrà completato il processo di compliance neanche entro la fine dell’anno. Questo è quanto emerso dal report di CapgeminiSeizing the GDPR Advantage: From mandate to high-value opportunity

E si sa, una mancata preparazione al GDPR comporta una mancata opportunità di business. La privacy diventa sempre più un argomento scottante, sensibile, ed i consumatori sono più propensi ad acquistare beni e servizi da aziende in grado di garantire e rispettare sicurezza e riservatezza delle informazioni personali.

Lo stesso report di Capgemini conferma che i consumatori – all’incirca uno su due – saranno sempre più propensi a prendere provvedimenti contro le organizzazioni che, interagendo con loro, non assicureranno sicurezza e protezione dei dati personali.

La grande quantità di aziende impreparate riflette l’approccio generale al GDPR, dipinto intervistando 6.000 individui e 1.000 dirigenti d’azienda (report Capgemini). Più volte abbiamo sottolineato l’importanza di vedere il Regolamento Europeo come una grande opportunità di business, ma stando ai dati solo il 28% delle aziende crede, e aderisce, a questo punto di vista.

È un vero peccato, poiché in molti perdono l’occasione di costruire un potente vantaggio competitivo. Il GDPR infatti:
– Costruisce una cultura di rispetto per i dati personali;
– Guida approcci innovativi per favorire gli individui nell’esercizio e nella protezione delle loro informazioni;
– Porta ad occasioni di education degli Interessati e dei Titolari del trattamento;
– Spinge gli Interessati a fidarsi delle aziende che garantiscono protezione e sicurezza dei dati personali;
– Etc.

Impegnandosi alla conformità GDPR è indubbio che le aziende di fatto compiano un vero e proprio investimento – e non così insignificante.
Quanto costerà adeguarsi al GDPR (al di là delle sanzioni)?

Anche in questo caso un’indagine di mercato corre in nostro aiuto. IDC, società specializzata in ricerche di mercato e servizi di consulenza, ha presentato i numeri di uno studio il mese scorso.
In Europa Occidentale IDC prevede che, considerato l’intervallo di tempo che va dal 2017 al 2021, la spesa in sicurezza direttamente connessa al GDPR crescerà quasi del 20%, con un picco che avverrà proprio l’anno prossimo. Nello specifico, in Italia si sfioreranno i 230 milioni di dollari.

Uno degli investimenti che ti consigliamo vivamente di considerare è l’adeguamento del tuo CRM alle norme del GDPR.
Ci occupiamo di CRM da molti anni e ti assicuriamo che se adeguato nel modo giusto può portare un notevole supporto e vantaggio all’attività di profilazione di dati personali che la tua azienda svolge quotidianamente, nel pieno rispetto dei diritti degli Interessati.

Più del 90% delle aziende utilizzano database di diversi tipi per conservare i dati dei propri clienti. Il CRM è uno di questi.

I tuoi sistemi informativi, vere e proprie banche dati, devono permetterti una gestione facile, veloce ed efficace delle informazioni che contengono. Non vorrai mica perdere mezze giornate se un contatto ti chiede la rimozione o l’anonimizzazione di tutte le sue informazioni (anche da file di backup), no?

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