DONNE E BUSINESS: se in azienda ci sono le donne, il business è vincente

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DONNE E BUSINESS_ se in azienda ci sono le donne, il business è vincente
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Giunge al termine oggi l’approfondimento che abbiamo voluto dedicare alle donne manager, questo percorso che ci ha portati in importanti aziende italiane, in realtà internazionali, in organizzazioni dove è riconosciuto il talento femminile.

Per noi è stato un vero piacere chiacchierare con loro; abbiamo presentato marketing manager, responsabili commerciali e figure dell’IT.

Pur con ruoli molto diversi, sono emersi elementi comuni delle donne intervistate: sanno cogliere le sfumature delle cose, comprendere gli altri, comunicare i propri pensieri in modo efficace. Le donne hanno tante qualità quando ricoprono ruoli di potere (e non) e, alle doti accertate, si aggiungono spesso una preparazione superiore alla media e un’attitudine ad acquisire nuove competenze che supera di gran lunga quella di molti uomini.

Non è un’opinione di parte, lo dice l’ISTAT!
https://www.istat.it/it/files//2019/03/infografica-8-marzo.png

Oggi presentiamo 3 nuove testimonianze di leadership femminile: Andrea, Chiara e Silvia che si occupano di aree molto diverse tra di loro.

Andrea Da Ros, Project Manager, è la testimone perfetta di una caratteristica tipicamente femminile: la percezione di essere sempre sotto esame e la consapevolezza di dover dare più del massimo, in ogni circostanza.
Chiara Pace, General Manager, è il modello ispirazionale che tutte dovremmo avere: mamma, moglie e manager, concilia vita privata e professionale senza rinunciare a se stessa.
Silvia Quagliotti, Customer Care Manager, sembra uscita da “Strategia oceano blu”, uno dei libri più letti nella storia del management, dove la co-autrice Renée Mauborgne spiega come la svolta di ogni business non stia tanto nell’idea geniale per sbaragliare la concorrenza, quanto nel dare un valore innovativo a qualcosa che già esiste, interpretandolo in forma diversa. E questo Silvia lo sta facendo bene!

Ma non tratteniamoci oltre, andiamo a conoscerle!


Iniziamo con Andrea Da Ros che, dopo la laurea in Mediazione linguistica e culturale, entra in SIPA  prima occupandosi di Front-office e Reception, poi si sposta nell’area vendite come worldwide sales force support, per approdare al ruolo di Project Manager con la piena gestione del CRM, conferma che si può ancora scalare un’azienda, se sei brava.

Pragmatica e previdente, metti al primo posto la visione strategica e vai dritta al risultato.

1 – 3 aggettivi per descrivere il tuo lavoro
Multidisciplinare, dinamico, sfidante.

Uno studio condotto da ESCP Europe conferma che le donne hanno il giusto livello di competenze ed ambizioni per avere successo in azienda.

2 – Cos’è per te il successo?
Il successo è il risultato di perfezione, duro lavoro, ciò che si impara dai fallimenti, lealtà, e persistenza. [Colin Powell, 65th United States Secretary of State]

Secondo l’ultimo rapporto stilato dall’EIGE (Istituto Europeo per l’uguaglianza di genere), l’aumento della presenza delle donne nella forza lavoro e l’eliminazione del divario retributivo tra donne e uomini avranno un impatto positivo sulla crescita economica dell’Unione europea. Al di là degli effetti positivi dell’abbattimento del gender gap, secondo te…

3 – Qual è il valore aggiunto che una donna è in grado di portare all’interno di un’organizzazione aziendale?
Lavorando in un’azienda prettamente maschile (90% dei dipendenti), è per me abbastanza immediato riconoscere (ed incoraggiare!) il valore aggiunto che la componente femminile apporta al sistema-azienda.
Rispetto all’uomo, in molti casi la donna ha competenze di tipo comunicativo/di dialogo più spiccate, che permettono di dirimere i conflitti e favorire la cooperazione; per indole e spesso poi per esperienza (vedi la maternità, o comunque il dover far convivere le responsabilità della vita lavorativa e di quella privata), emergono inoltre le peculiarità emotive e logistiche che sono ovviamente dei “plus” molto utili in azienda, in qualsiasi posizione lavorativa.
Collaborazione, flessibilità, mediazione, ascolto, resilienza, coraggio e determinazione – così definirei la donna, in azienda e fuori.
Un esempio? Luisa Spagnoli. Assieme ai fratelli, nel 1907 fondò la Perugina. Durante la Prima Guerra Mondiale rimase sola al comando e nel tempo si concentrò sul miglioramento delle condizioni di lavoro dei propri dipendenti, creando case, asili nido aziendali, spacci all’interno dell’azienda per consentire alle donne di fare la spesa dopo il lavoro, regalando capi d’abbigliamento.
Insomma, una donna creativa, intraprendente, “illuminata”…..e sicuramente rivoluzionaria per l’epoca.


Chiara Pace - Sme Group

Chiara Pace, laurea in Ingegneria Gestionale, Quality Manager prima, CFO poi ed infine General Manager in SME SpA. Avete presente i tipici tratti somatici del boss? Ecco, fate reset totale: Chiara è umile, generosa, altruista e sensibile. Motivata dal raggiungimento di risultati concreti e guidata da un senso di beneficio generale per l’azienda e per la comunità, la sua motivazione deriva dal collaborare con altre persone mirando ad un obiettivo di bene comune.

Entusiasta di un lavoro tanto appagante quanto faticoso, ti ispiri a  chiunque metta energia e passione in ciò che fa, e le fonti di isprazione principali sono tuo padre e tua madre. Il valore aggiunto che una donna è in grado di portare all’interno di un’organizzazione aziendale è un insieme di concretezza, pianificazione ed attenzione alle persone.

1 – Quali sono le caratteristiche che diversificano, all’interno dell’azienda, la leadership femminile da quella maschile?
L
e donne hanno una spiccata componente “soft” che permette loro di vedere nei dettagli la complessità umana che le circonda e di valorizzarla al meglio: perchè in ogni realtà il valore sono il team e le persone.

Hai scelto sempre spinta dal cuore e poi analizzando razionalmente il contesto; ti impegni ogni giorno nel cercare il tuo talento, spinta dalla curiosità delle cose e anche lasciando che gli altri ti aiutino a trovarlo. Queste tue peculiarità ti hanno aiutata ad arrivare dove sei.

2 – Quali doti deve avere una donna oggi per avere successo nel lavoro?
Essere donna orgogliosa d’essere donna impegnata e sempre competente: non cercare di imitare gli uomini …ce ne sono già tanti!

Fare le cose con passione e competenza è un successo; sbagliare non è un problema se si analizza cosa ci ha fatto comettere l’errore e si cerca di risolvere, magari coinvolgendo i colleghi e chi ha già esperienza, insomma puoi essere d’ispirazione per molte donne.

3 – Quali consigli daresti a chi sta entrando o a chi vuole muoversi, oggi, nel mondo del lavoro?
A tutte le donne che entrano nel mondo del lavoro dico di non rinnegare mai d’essere donne e madri (essere madri è un valore aggiunto nel crearci come persona) e di non limitarsi mai per prime (o limitare le nostre figlie) nel classificare studi o carriere come maschili e femminili: non voglio sentir dire che le materie scientifiche sono da “maschi”, anzi, le donne riescono negli studi scientifici molto bene.  Tali studi ti permettono di creare una struttura mentale basata sulla logica matematica e sul metodo scientifico che ci aiuterà in ogni aspetto della vita oltre che nel lavoro: naturalmente senza togliere nulla a tutta la cultura umanistica che va coltivata perché dà colore alla nostra vita e ci rende persone migliori…


Silvia Quagliotti - EPIC

Silvia ha lavorato per più di 20 anni in una multinazionale americana di banche di investimento e società di servizi finanziari per poi portare le sue competenze in una startup proprio al suo avvio, EPIC, una Società di Intermediazione Mobiliare.

Coraggio, propensione al rischio e resilienza hai avuto la capacità di navigare con esperienza e successo tra le complessità, mettendoti in gioco in una nuova avventura.

1 – Quali consigli daresti a chi sta entrando o a chi vuole muoversi, oggi, nel mondo del lavoro?
Essere curiosi, cogliere ogni occasione per imparare, anche su argomenti apparentemente sganciati dal nostro ambito lavorativo quotidiano. Non esitare a fare domande.

Le donne che riescono a raggiungere posizioni di rilievo negli organigrammi aziendali sono purtroppo una netta minoranza, ostacolate da un lato dalla necessità di conciliare la vita professionale con quella familiare, dall’altro da una cultura aziendale tendenzialmente maschile. Eppure una ricerca condotta da Zenger Folkman mostra come l’efficienza complessiva delle donne manager sia superiore rispetto agli uomini. Per la tua esperienza,

2 – Qual è il valore aggiunto che una donna è in grado di portare all’interno di un’organizzazione aziendale?
Credo che le donne siano meglio organizzate, vadano dritte al punto e riescano a incastrare più concretamente i diversi step necessari per portare avanti un progetto.

Timore di dover sacrificare tempo alla famiglia, paura di non riuscire ad avere successo in un ruolo manageriale o di non riuscire ad accedere a determinati ruoli. La tensione che si può accumulare quotidianamente è tanta.

3 – Hai un rito antistress?
Quando lo stress è dovuto a situazioni che mi causano rabbia e sento che sto per scoppiare, mi scarico camminando. Bastano 10 minuti, faccio anche solo il giro dell’isolato intorno all’ufficio, ma prendo aria e cambio vista. Di solito funziona.


Men vs Women, lo scontro è finito.

Non c’è alcun vincitore, non c’era alcun campo di battaglia, se non il desiderio di dar spazio a donne che, ogni giorno, gestiscono ruoli di responsabilità con passione e completa dedizione.
Vuoi raccontarci la tua storia? Che tu sia uomo o donna, non importa!
Raccontaci la tua esperienza nei commenti qui sotto!

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